Tipi di pazienti in base al loro comportamento

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Esistono molti manuali per la cura del paziente che includono procedure per l’alimentazione, l’igiene, i protocolli in caso di emergenza, ma a volte puoi imbatterti in pazienti difficili che ti mettono in un vicolo cieco. Sai come agire? Come professionista sanitario, non dovresti lasciare nulla al caso se l’obiettivo è migliorare il rapporto medico/infermiere-paziente. Offrire cure di qualità è vitale, ma ci sono situazioni di tensione in cui i nervi possono giocarci brutti scherzi.

Continua a leggere questo post e scoprirai come reagire quando incontri pazienti difficili. Trattare bene un cliente è una massima in ogni mestiere1 e quando si tratta di salute, non dovresti fermarti solo a fattori tecnici. Nonostante esistano una moltitudine di protocolli di azione per migliorare il rapporto operatore sanitario-paziente, esistono regole psicologiche come l’ascolto attivo, la rilevazione dei bisogni nascosti del paziente che non si apprendono sui manuali, ma solo esercitando la professione.3

Tipi di pazienti in base al loro comportamento

Non esistono tipologie assolute di pazienti che garantiscano l’assenza di errori nel trattamento, ma esistono profili specifici di pazienti con i quali si può agire come segue:

  1. Pazienti arrabbiati: se ti prendi cura di un paziente che cerca il confronto, dovresti prestare attenzione a ciò che dice; un atteggiamento bellicoso può essere la conseguenza di una reazione naturale a un disturbo. Devi ascoltare ed agire attivamente, evitando toni ostili.
  2. Pazienti aggressivi: gli attacchi verbali e fisici rappresentano rispettivamente il 51% e il 49% dei casi. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale sugli attacchi ai medici,4 pubblicato nel 2017, ha rivelato che il 40% delle situazioni di violenza ha origine da discrepanze con l’assistenza sanitaria, e il target più vulnerabile sono gli infermieri.
    Se, dopo aver cercato di calmare la situazione, l’atteggiamento bellicoso del paziente peggiora, è necessario informare le autorità del centro sanitario.
  3. Pazienti scettici: sono persone incredule che cercano sempre un secondo parere. Di solito vanno dal medico dopo aver indagato superficialmente il loro disturbo e metteranno in dubbio tutte le indicazioni che l’infermiere gli avrà fornito. Devi usare un tono assertivo, facendogli capire che non stai dando suggerimenti, ma stai seguendo delle linee guida che, a sua volta, deve seguire se vuole velocizzare il processo di cura.
  4. Pazienti esigenti: tendono a richiedere un trattamento speciale e sono irritati dai tempi di attesa. Inoltre, in caso di ammissione, chiedono di essere assistiti al più presto. Devi far capire loro che il rispetto dei tempi di attesa è fondamentale per una buona convivenza nei centri sanitari.
  5. Pazienti con dolore:6 è necessario attivare, con questa tipologia di pazienti, un protocollo basato su localizzazione, intensità, qualità, insorgenza, durata e ripercussioni del dolore sul loro benessere quotidiano.

Cosa dovresti fare:

  • Anticipare il dolore del paziente, somministrando ad orari prestabiliti l’antidolorifico prescritto dal medico.
  • Alterare la percezione del dolore, adattando l’ambiente del paziente per focalizzare la sua attenzione su piante, musica, colori, distraendolo dai suoi pensieri.
  • Ridurre il più possibile lo stimolo doloroso, evitando movimenti non necessari e limitando posizioni che possano provocargli dolore.

Cosa evitare:

  • Giudica il tuo dolore: il modo in cui viene percepito un disturbo è soggettivo.
  • Somministrare antidolorifici su richiesta del paziente.
  • L’uso di placebo: se il paziente reagisce positivamente è perché ha urgente bisogno di alleviare il dolore, motivo per cui non è affidabile.

Tipi di relazione nella cura operatore sanitario-paziente

La relazione operatore sanitario-paziente ha una forte componente terapeutica e si possono adottare diversi toni comunicativi. I più comuni, secondo vari studi basati sulla comunicazione nella relazione di aiuto con il paziente, sono:

  1. Metodo assertivo-autoritario: molto utile per dare indicazioni concrete circa i tipi di vita da condurre, le misure o le diete da seguire, o quando assumere i farmaci.
  2. Metodo paternalistico: si basa sull’adozione di un atteggiamento protettivo da parte dell’infermiere. Questo metodo è adatto quando si devono comunicare cattive notizie al paziente.
  3. Approccio cooperativo: molti pazienti mostrano sicurezza e maturità non comuni in circostanze difficili, che porteranno molti operatori sanitari a coinvolgerli nella risoluzione del problema.5
  4. Metodo empatico: privilegia l’aiuto al paziente, concentrandosi su di lui e non sulla sua malattia.

Etichettare un paziente come “difficile” è, in molte occasioni, il risultato di una mancanza di comunicazione in cui il professionista può sbagliare nell’interpretare le circostanze personali del paziente. Con la capacità di analizzare ed empatizzare, sarai in grado di ottenere il giusto grado di attenzione ed ascolto.

Bibliografia:

      1. Díaz Maldonado, Israel. (19/09/2016). Saludiario. España: https://www.saludiario.com/puntos-que-jamas-debes-olvidar-al-atender-a-tus-pacientes/
      2. Resolución nº 32/89 del Consejo General de Enfermería (1989). Código Deontológico de la Enfermería española. España. Available at: https://www.colegioenfermeriamalaga.com/documentos/vu/Codigo_Deontologico.pdf
      3. Guía de Actuación de Enfermería. Manual de Procedimientos generales. (2007). 2nd ed. [ebook] Valencia. Available at: http://marinabaixa.san.gva.es/documents/5423457/5493718/GUIA+DE+ACTUACION+DE+ENFERMERIA+MANUAL+PROCEDIMIENTOS.pdf [Accessed 29 Apr. 2019].
      4. Observatorio de Agresiones. Protocolo de Actuación ante agresiones al personal de Enfermería de Ourense (2016). Ourense, España. Available at: http://www.enfermeriaourense.org/index.php/servicios/observatorio-de-agresiones?download=6:protocolo-observatorio-de-agresiones [Accessed 29 Apr. 2019].
      5. Revista Española de Comunicación en Salud. La comunicación en la relación de ayuda al paciente en enfermería: saber qué decir y qué hacer. 2012. 150. España. Available at: http://www.aecs.es/3_2_(69.pdf. [Accessed 27 Apr. 2019]
      6. http://sedici.unlp.edu.ar/bitstream/handle/10915/8501/Documento_completo.pdf?sequence=1&isAllowed=y

Altre fonti:

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