Primo soccorso nella persona ustionata

Un’ustione è una lesione dei tegumenti dovuta all’esposizione degli stessi a fonti di calore o di freddo, sostanze chimiche, elettricità o radiazioni.
A seconda della profondità dei tessuti interessati, si possono distinguere ustioni:

  • di 1° grado o superficiali quando interessano lo strato più superficiale della cute;
  • di 2° grado o a spessore parziale quando interessano epidermide, derma ed ipoderma;
  • di 3° grado o a tutto spessore se coinvolgono anche le strutture sottostanti la cute;
  • di 4° grado quando sono coinvolte anche le ossa o i visceri interni.

Secondo la Società Italiana Ustioni (SIUST), nel 2021 sono state diagnosticate 887 ustioni, dato che si suppone fortemente sottostimato in quanto prende in considerazione unicamente gli accessi in pronto soccorso senza fare riferimento a tutti quegli eventi che si consumano tra domicilio/visita presso MMG/automedicazione.
Un buon management dell’ustione prende le mosse sin dalle azioni finalizzate alla prevenzione e, qualora l’evento si verifichi lo stesso, dalle manovre di primo soccorso poiché permettono di limitare topograficamente il danno e di impostare delle cure appropriate. Dopo aver valutato la sicurezza della scena per l’incolumità dei soccorritori, è opportuno allontanare la vittima dalla fonte dell’ustione:

  • se è un’ustione da calore, raffreddare la parte interessata con acqua di rubinetto a circa 15°C per almeno 15-20′ per permettere la dispersione del calore accumulato nei tessuti, la riduzione del danno tissutale rispetto alle strutture profonde, una migliore gestione dell’edema conseguente e del dolore. L’utilizzo di ghiaccio è sconsigliato. L’ustione dovrebbe essere coperta con materiale sterile e morbido;
  • se l’ustione è chimica, la zona interessata va irrigata per almeno 1 ora valutando la disponibilità di un eventuale antidoto. L’estensione del danno potrà essere valutata solo nelle giornate successive l’evento acuto e richiede comunque la consulenza di personale specialistico;
  • nel caso di anziani o neonati, eseguire le manovre di raffreddamento con prudenza (in particolare se l’area da trattare è estesa) in quanto naturalmente soggetti ad ipotermia;
  • rimuovere abiti e gioielli sia perché questi fungono da “reservoir” della fonte dell’ustione (es. bracciale in metallo che si è surriscaldato in seguito a un’ustione da fiamma), sia perché possono limitare la circolazione ematica considerando l’edema che si manifesterà in seguito. Se l’ustione riguarda anche gli occhi e la vittima è portatrice di lenti a contatto, rimuoverle e irrigare gli occhi con acqua;
  • se l’ustione è elettrica eseguire sempre un elettrocardiogramma per scongiurare alterazioni del ritmo cardiaco;
  • valutare l’estensione dell’ustione adottando per esempio la regola di Wallace (o più comunemente detta regola del 9).

Gli operatori che si apprestano al primo soccorso di una persona ustionata devono assicurare il mantenimento delle funzioni vitali, la valutazione dei parametri vitali (non ultima la saturimetria se si sospetta inalazione di CO2), la gestione dell’eventuale emorragia associata, la fluid reuscitation con soluzioni cristalloidi in base all’estensione del danno.
La gestione del dolore è fondamentale sin dalle primissime fasi del soccorso ed è auspicabile anche come polifarmacoterapia (es. oppioide+paracetamolo o oppioide+fentanyl intranasale e bdz per la gestione dei sintomi legati all’ansia); è da escludere l’acido acetilsalicilico per la sua azione antiaggregante piastrinica. Una adeguata analgesia garantisce un imprescindibile comfort per la vittima cui consegue una maggiore collaborazione nelle manovre di accertamento e medicazione da parte degli operatori.
Le lesioni dovute alle ustioni vanno rivalutate dopo 48-72-96 ore, la medicazione va scelta tenendo conto delle caratteristiche del wound bed, della quantità di essudato e delle condizioni generali della persona assistita. È opportuno valutare l’utilità di terapia antimicrobica locale o terapia antibiotica sistemica e della profilassi antitetanica.

Ustione del naso dovuta ad applicazione incongrua di matita caustica all'AgNO3
Guarigione dopo un mese di trattamento con medicazioni assorbenti e acido ialuronico.

Bibliografia:

  1. Cura e assistenza al paziente con ferite acute e ulcere croniche. Manuale per l’infermiere. C. Caula – A. Apostoli – Maggioli Editore.
  2. Lezioni di Patologia Generale – L. Barbieri – E. Strocchi.

Sitografia:

  1. Clinical Practice Guidelines : Burns – Acute Management (rch.org.au)
    Statistiche Ustionati (siust.org)
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